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Perché i conigli hanno la coda bianca

Il coniglietto aveva giocato tutta l'estate sui prati.

Aveva saltato con gioia e per allegria aveva fatto le capriole.

Quando però arrivò l'inverno ricoprendo i prati con un manto di neve e il sole si fece sempre più debole, si rintanò nella sua buca. La tana era già ben foderata di foglie e fili d'erba. Il coniglietto vi si era rincatucciato mettendo il musetto tra le zampe e voleva dormire così fino alla primavera. Soltanto quando la sua fame diventava troppo forte lasciava la sua calda tana per poi tornarci velocemente, quando il pancino era di nuovo pieno.

Un giorno il coniglietto sognò di un Angelo che si era avvicinato alla sua tana. L'aveva tirato dolcemente per le sue lunghe orecchie finché si era svegliato, poi gli aveva parlato.

Il coniglietto aprì gli occhi e si guardò intorno. Non riusciva più a vedere l'Angelo del sogno, ma ricordava le sue parole : " Fuori ci sono due persone che a causa della neve hanno smarrito la strada. Corri ad aiutarli. Il tuo nasino sicuramente ti guiderà".

Ed era vero.

Non molto lontano da lì il coniglietto poté vedere i due, un uomo, una donna e con loro un asinello.

L'uomo guardava con attenzione la sconfinata distesa bianca, ma non riusciva a scorgere nessun sentiero.

Il coniglietto però annusando l'aria riuscì a sentire l'odore del fumo che si alzava dal camino delle case che erano nascoste in una piccola valletta.

Veloce saltellò sulla neve verso Maria e Giuseppe, fece l'omino poi si mosse a balzelli in direzione del villaggio. Quando si voltò vide che i due erano ancora fermi nello stesso posto e lo guardavano stupiti. Allora si volse e corse loro incontro un'altra volta. Fece di nuovo l'omino e persino una capriola, formando così un piccolo sentiero nella neve.

Allora Maria e Giuseppe capirono ciò che il coniglietto voleva e lo seguirono. Balzellando e saltellando il coniglietto corse avanti fino al punto in cui si poteva vedere il villaggio. Lì si fermò e lo segnalò allegramente con le lunghe orecchie.

Quanto fu contento quando Giuseppe lo ringraziò con tutto il suo cuore! Ma ancora più bello fu quando Maria si chinò, lo accarezzò dolcemente e gli pulì la neve dalla pelliccia.

Lo fece con molta cura, soltanto sulla punta della coda ne restò ancora un pò.  E la coda rimase ancora bianca di neve quando il coniglietto saltellò verso la sua calda tana.

Quando poi in primavera la neve si disciolse, la coda del coniglietto era ancora bianca e tale rimase fino ai giorni nostri in ricordo di quel coniglietto che una volta aveva guidato Maria e Giuseppe attraverso la neve.

 

Tratto da " La Luce nella Lanterna" Racconti dell'avvento


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